7 Ottobre, 2022

Hybrid Threats: elementi di continuità e differenze nelle conflittualità “irregolare” e “regolare”

A fine maggio l’IRAD, Istituto di Ricerca e Analisi della Difesa, ha pubblicato la mia ricerca dal titolo Hybrid Threats: elementi di continuità e differenze nelle conflittualità “irregolare” e “regolare”. Quali minacce, opportunità, punti deboli e punti di forza?

Si tratta di un lavoro articolato intorno al tema ormai ampiamente dibattuto delle cosiddette minacce ibride. Il problema però è che quest’ultima resta una nozione alquanto fumosa, non ben definita e che racchiude in sé tipologie di rischi e sfide molto diverse fra loro che di conseguenza necessitano risposte molto variegate che vanno da quelle prettamente politiche ad altre strettamente militari. A questa complessità si somma poi quella relativa alla dicotomia tra guerra regolare e guerra irregolare con quest’ultima che indubbiamente racchiude la nozione di minaccia ibrida e spesso oggi, sbagliando, ne diventa un sinonimo. L’obiettivo della ricerca non è di chiarire meglio queste definizioni, quanto piuttosto analizzarle nel contesto strategico odierno. Per fare ciò il testo si articola in quattro capitoli.

Il primo prende in considerazione, in modo critico, termini specifici legati anche ai profondi cambiamenti tecnologici: multidimensionalità, ambiguità, contested environment, information environment, information maneuvering, Emerging and Disruptive Technologies (EDT) e il relativo approccio NATO degli anni più recenti per affrontare quest’ultima problematica.

Il secondo capitolo offre una serie di riflessioni sui parallelismi tra guerra regolare e irregolare osservando anche come i concetti si sovrappongano e confondano. Capire le diversità tra le varie nozioni risulta fondamentale per meglio comprendere la natura delle minacce oggi, poiché spesso la distinzione risulta solo parziale e punti di contatto e, appunto, di ibridazione sono numerosi. Lo scopo è quindi di mettere in luce questi aspetti per indagare approfonditamente il contesto strategico attuale.

Un elemento centrale del tema delle minacce ibride è indubbiamente quello collegato ai moderni sviluppi tecnologici in una pluralità di settori. Per questo motivo il terzo capitolo analizza, da un punto di vista teorico, il rapporto esistente tra tecnologia e guerra con un particolare focus a quella irregolare che oggi è indubbiamente l’aspetto più profondamente colpito.

Il capitolo quattro rappresenta la prosecuzione pratica del precedente, poiché prende in esame alcune situazioni concrete che possono evidenziare sia l’uso di moderne tecnologie, da parte di attori non-statuali, sia tendenze in atto nelle guerre contemporanee. Vengono così presi in esame alcuni scenari recenti relativi in particolare al Medio Oriente in cui si osserva nello specifico l’impiego di droni da parte di ISIS e il ruolo della battaglia nei conflitti moderni analizzando, in particolare, la riconquista di Mosul.

La ricerca quindi mira a mettere in luce le nuove opportunità offerte dalla tecnologia ad attori non-statuali così come capire in modo più critico il concetto, spesso abusato, di guerra ibrida che non è un’invenzione russa nè un qualcosa di radicalmente nuovo nell’evoluzione della guerra.

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