28 Gennaio, 2021

The Georgia War, Ten Years On

Dieci anni fa si è combattuta una guerra che pur non modificando in modo profondo il sistema internazionale, ha in realtà avuto profonde conseguenze e ha rappresentato l’inizio di un nuovo processo. Si tratta della seconda guerra in Ossezia del Sud combattuta dalla Georgia da una parte e da Russia, Ossezia del Sud e Abcasia dall’altra. Il conflitto iniziò nella notte fra il 7 e l’8 agosto 2008, con l’ingresso dell’esercito georgiano nel territorio osseto in cui sin dalla fine dell’Unione Sovietica stanziavano truppe russe. Proprio queste ultime risposero all’invasione e respinsero le forze georgiane. Tale offensiva russa lungo la costa del Mar Nero portò i soldati russi a occupare un’ampia parte del territorio della Georgia. Circa una settimana dopo l’inizio degli scontri, il 15 agosto, si arrivò a un cessate il fuoco tra Georgia e Russia, un accordo ottenuto con la mediazione dell’Unione europea guidata da Nicolas Sarkozy, in quanto presidente di turno dell’UE. L’accordo prevedeva sostanzialmente il ritorno delle truppe sulle posizioni precedenti il conflitto oltre che l’istituzione di due zone cuscinetto in Georgia presidiate da alcuni osservatori dell’UE.
La guerra rappresentò un punto di svolta interessante per almeno tre ragioni. Primo, è un punto chiave per comprendere le relazioni tra UE e Russia. Su questo punto consiglio la lettura di Anna-Sophie Maass, EU-Russia Relations, 1999-2015: From Courtship to Confrontation. Secondo, da quell’esperienza bellica la Russa trasse notevoli insegnamenti militari dando il via a una profonda riorganizzazione e a un massiccio aggiornamento del suo apparato bellico sia dal punto di vista dottrinale e addestrativo sia da quello legato allo sviluppo degli armamenti. Da questi passaggi è nato il moderno esercito russo che, malgrado ancora enormi problemi, è uno strumento efficace di politica estera come le operazioni in Ucraina e Siria hanno dimostrato. Terzo, la guerra in Gerogia rappresentò il primo caso di cyber warfare in connessione con operazioni militari di stampo tradizionale.

Di tutti questi aspetti tratta il nuovo Dossier Ispi The Georgia War, Ten Years On disponibile on line qui e strutturato in 7 brevi saggi di esperti di varia provenienza che toccano singoli aspetti del conflitto inquadrandolo soprattutto da un punto di vista regionale e globale.

Qui di seguito l’abstract in inglese.
The year 2018 marks the 10th anniversary of the so-called “five-day war” or “August war”, namely the conflict between Georgia, Russia and the Russian-backed, self-proclaimed republics of South Ossetia and Abkhazia. According to Ghia Nodia, the August war was a “moment of truth” for Georgia and for the region, but even for the broader international system’s equilibrium. As such, the conflict’s consequences stretched far beyond the geographic boundaries of the actors involved, having a huge impact on the whole post-Soviet region, the European Union and on warfare in general, as it marked the first use of cyber attacks in support of kinetic operations. This dossier collects a number of different views on the conflict’s consequences on Georgian politics and the region generally. On the one hand, the dossier analyses the implications of the conflict for EU foreign policy and Russia-EU relations. On the other, it also takes stock of Georgia’s political changes and, particularly, its process of integration with the EU and NATO.

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