5 Dicembre, 2022

Allarme Europa

L’Europa ormai deve affrontare una minaccia pervasiva e complessa, ovvero il terrorismo di stampo jihadista, recenti meno recenti fatti di cronaca in vari paesi europei continuano a mettere in luce il problema della radicalizzazione all’interno delle comunità islamiche presenti sul continente. Il fenomeno è purtroppo ben conosciuto, ma nel dibattito pubblico manca ancora una vera consapevolezza della sua dimensione e anche del grado di penetrazione in alcune comunità. Il libro di Stefano Piazza scritto con l’aiuto del giornalista del Corriere del Ticino Osvlado Migotto, Allarme Europa. Il fondamentalismo islamico nella nostra società (G-Risk, 2017) cerca appunto di colmare quella lacuna offrendo al lettore interessato un’analisi dettagliata, ma espressa con un linguaggio semplice, del problema della radicalizzazione sul continente europeo. Per fare ciò l’autore prende due strade. La prima è quella di costruire il libro prima introducendo e spiegando brevemente cosa siano il salafismo e il wahhabismo ovvero interpretazioni della religione islamica molto rigide che fanno da base dottrinale a quei gruppi protagonisti del terrorismo di oggi come i Fratelli Musulmani, Al Qaeda e ISIS. Poi Piazza, attraverso ben 16 capitoli, analizza i singoli casi nazionali in Europa: da quelli più tristemente noti come il Belgio, la Gran Bretagna o la Francia a quelli meno conosciuti e forse anche inaspettati come la Svizzera, la Danimarca o la Norvegia. Ovviamente spazio viene dedicato anche all’Italia ai suoi legami con il radicalismo balcanico e ai suoi pochi ma significativi esempi di foreign fighters, come quello di Giuliano Delnevo. La seconda strada che il libro intraprende è quella di mettere in evidenza come i casi nazionali siano in realtà collegati a un sistema internazionale di fondi i cui soldi arrivano da Paesi come il Qatar, l’Arabia Saudita e la Turchia. Senza questo ingente flusso di denaro molti dei centri islamici in Europa da cui sono usciti terroristi e foreign fighters non potrebbero esistere. Piazza mette così in luce sia il ruolo svolto da finanziatori più o meno occulti, ma con grande disponibilità finanziaria, sia quello di centri e moschee non autorizzate in cui la predicazione del salafismo più radicale la fa da padrone.

Il libro ha dunque il merito di ricostruire il fenomeno della radicalizzazione in Europa, darne un’idea precisa e purtroppo anche poco rassicurante alla luce dei numerosi casi che ricostruisce e dei legami internazionali da cui trae origine. Il libro è ricco di biografie e schede di approfondimento per facilitare la lettura anche ai meno esperti ed è inoltre arricchito da tre corpose interviste al politologo americano ed esperto di strategia Edward Luttwak, all’ex premier italiano Massimo D’Alema e Saïda Keller-Messahli leader del “Forum per l’Islam Progressista in Svizzera”.

Per chi volesse approfondire segnalo anche un mio articolo del 2017 in cui rifletto proprio partendo dal libro di Piazza sul problema del radicalismo in Europa.

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