18 Aprile, 2021

Ho vinto la 9° edizione del premio Cerruglio

Ieri, 8 maggio 2009, il mio ultimo libro ISIS. Storia segreta della milizia islamica più potente e pericolosa del mondo, Newton Compton ha vinto la 9° edizione del premio Cerruglio. La premiazione si è svolta all’interno del Caffè Storico delle Terme Tettuccio di Montecatini Terme, una location certamente non banale e di impatto per un premio nazionale di primissimo piano. È stato un riconoscimento importante per il lavoro svolto per il libro, ma in realtà per quello che da qualche anno a questa parte porto avanti sia su ISIS sia sul problema del terrorismo in generale. La giuria, composta da esperti, ha valutato il mio lavoro complesso, il libro è indubbiamente articolato, ma proprio per questo molto valido. Una frase del presidente della giuria, Carlo Romeo, mi ha particolarmente colpito ovvero il fatto che la giuria ha sostenuto di aver avuto la consapevolezza di aver imparato qualcosa alla fine della lettura. Questo era il mio obiettivo quando iniziai la stesura del volume: cercare di far capire alcuni problemi, politici e militari, molto complessi addentrandomi nei particolari pur senza perdere di vista il quadro generale.
La giornata è stata indubbiamente molto positiva visto questo importante riconoscimento, ma è stata altresì interessante e ricca di suggestioni grazie agli altri autori presenti in concorso anche per altri premi letterari. Qui trovate l’elenco di tutti gli autori e dei loro libri che hanno preso parte a questa giornata di cultura e confronto.
Per quanto riguarda la mia categoria sono rimasto molto colpito dagli altri autori. A detta della giuria ho lottato testa a testa con Tutto cominciò a Nairobi: Come al-Qaeda è diventata la più potente rete jihadista dell’Africa di Marco Cochi, giornalista professionista esperto di Africa sub-sahariana, un testo che ripercorre in modo dettagliato lo sviluppo di Al Qaeda nel continente africano, un teatro che oggi è quanto mai centrale per comprendere la minaccia jihadista. Il male inutile. Dal Kosovo a Timor Est, dal Chiapas a Bali le testimonianze di un reporter di guerra  di Marco Lupis è invece un testo che ripercorre la vita da reporter di guerra dell’autore che ha lavorato per importanti testate nazionali. Il volume di Chiara Giannini, giornalista de Il Giornale, Come la sabbia di Herat. Memorie di viaggio di una donna in guerra raccoglie le storie dei militari italiani morti in Afghanistan, un teatro che ha portato via con sé 54 vite. Il testo è inoltre da comprare perché i proventi andranno a finanziare una lapide commemorativa di tutti i caduti che tutt’ora manca. Un premio speciale è stato poi assegnato a Valeria Giannotta, che insegna alla Business School Turk Have Kurumu di Istanbul e all’Università dell’Aeronautica di Ankara, Erdogan e il suo partito: AKP. Tra conservatorismo e riformismo che è un libro utile per capire meglio la Turchia oggi, un Paese assolutamente fondamentale per l’architettura politica del Medio Oriente.
Volevo anche segnalare il vincitore del premio Corsera, l’ammiraglio Ferdinando Sanfelice di Monteforte, La lezione strategica della grande guerra. Sogni e realtà perché è un testo completo utile per meglio capire le dinamiche strategiche del primo conflitto mondiale.

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