18 Aprile, 2021

Gli eroi del Tuscania

La recente tragedia in Congo in cui, in seguito a un’imboscata a un convoglio della MONUSCO, la missione di peacekeeping delle Nazioni Unite nel Paese, il nostro ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere della scorta Vittorio Iacovacci sono stati uccisi in circostanze che, si spera, possano essere chiarite nelle loro dinamiche e responsabilità, ha riportato all’attenzione dei media nostrani non solo l’attenzione sui nostri diplomatici impegnati all’estero, ma anche sui militari che li accompagnano. È su quest’ultimo aspetto che vorrei dedicare un piccolo pensiero.

L’impegno all’estero dell’Italia è abbastanza rilevante, se paragonato agli investimenti che si fanno nel comportato Difesa in senso lato, ma spesso viene ignorato o comunque non preso nella dovuta considerazione. Reparti di primo livello, considerati di grande capacità anche da colleghi stranieri, in Italia vengono spesso ricordati solo di sfuggita e con poca consapevolezza. Chiaramente ragioni operative non permettono una conoscenza approfondita degli uomini, delle unità e delle loro operazioni, ma certamente un riconoscimento maggiore del loro ruolo sarebbe doveroso insieme a una maggiore consapevolezza della loro centralità.

Qui sul blog avevo già parlato del libro di Meo Ponte, Eroi di una guerra segreta, che con taglio giornalistico riusciva a dare un’idea precisa dell’impegno e delle capacità dei nostri militari raccontando anche i rischi che corrono. Vista l’Arma di appartenenza di Vittorio Iacovacci è doveroso ricordare un altro testo pubblicato di recente e scritto da Diego Scarabelli, Gli eroi del Tuscania.

L’autore è uno studioso di criminalità organizzata con anche esperienze sul campo in vari contesti e ha avuto accesso al reggimento Tuscania potendone raccontare aspetti, mentalità, capacità e intervistando i protagonisti. Il testo risulta quindi un insieme di “racconti di guerra” ma anche di professionalità assortite.

Il volume è diviso in due macro sezioni. Nella prima vengono raccolti in diversi capitoli le storie personali di carabinieri del Reggimento impiegati all’estero. Non vengono chiaramente usati nomi, ma vengono citati i più disparati teatri operativi più o meno recenti: viene raccontata la missione di soccorso all’ambasciata italiana a Tripoli nel 2011 durante le prime fasi della crisi libica; vengono citate varie missioni in Iraq o in Afghanistan; le operazioni nei Balcani; fino ad arrivare a quella in Somalia nel 1993. Alcuni capitoli sono brevi altri più articolati, ma tutti portano il lettore nel teatro operativo e raccontano non solo le capacità degli uomini impegnati anche i rischi che tali missioni comportano. Emerge inoltre chiaramente come il Reggimento Tuscania sia stato ampiamente utilizzato come strumento di politica estera da parte dell’Italia e come abbia sempre svolto egregiamente il suo ruolo.

La seconda parte del libro è, invece, una sorta di raccolta di brevi saggi scritti da alcuni ex comandanti del Tuscania che affrontano vari temi inerenti la storia e le missioni svolte. Questa sezione è particolarmente interessante perché, cosa relativamente rara in Italia, si ha la possibilità di leggere le parole dei protagonisti. Il contributo del Generale di corpo d’Armata (R) Leonardo Leso traccia, per esempio, una breve storia del reggimento dalla costituzione dei Carabinieri paracadutisti nel lontano 1940, protagonisti della battaglia di Eluet el Asel in Libia nel novembre 1941, passando per le ristrutturazioni avvenute durante la Guerra fredda fino alla forma attuale. Il capitolo mette in evidenza la strettissima connessione che esiste tra il GIS, Gruppo Intervento Speciale, e il Tuscania che da un lato è il principale bacino di alimentazione del GIS, dall’altro è una preziosissima unità di supporto per condurre operazioni congiunte. È interessante notare come il capitolo faccia un elenco piuttosto dettagliato di queste ultime: da un’irruzione a Reggio Calabria nel 1982 all’abbordaggio di un mercantile che trasportava stupefacenti nel 1999 fino a una maxi operazione nel 2019 contro la mafia su tutto il territorio nazionale.

Il Generale di corpo d’Armata Carmelo Burgio, invece, raccontando la sua carriera all’interno dell’Arma ripercorre alcune delle più importanti missioni all’estero del Tuscania: Libano 1982, Balcani, Nassyria. Si sottolinea così non solo il grande e prolungato impegno internazionale di un reparto di eccellenza delle nostre Forze Armate, ma anche le diverse capacità operative che quello stesso reparto è in grado di mostrare: da azioni di peacekeeping in Libano ad azioni ibride tra il peacekkeping e il contrasto alla criminalità (un elemento distintivo rispetto ad altre forze armate occidentali) in Albania a contesti decisamente più violenti come quello iracheno.

Il libro è indubbiamente interessante e offre uno sguardo approfondito su un’eccellenza italiana nel campo della difesa e sicurezza, di cui si parla troppo poco, certamente anche per motivi di sicurezza operativa, ma che così facendo spesso si tende a dare per scontato. In realtà non è così. Dietro ogni diplomatico italiano, ogni missione all’estero italiana ci sono uomini che raccolgono intelligence, che offrono una cornice di sicurezza o che vanno in soccorso in caso di bisogno. Il testo è ricco di spunti sia sulla storia di lungo periodo del reggimento sia sulle sue operazione più recenti e, soprattutto grazie alla seconda parte, mette in luce i cambiamenti che l’unità ha affrontato nel corso della sua storia che gli hanno permesso di adattarsi ai diversi contesti politico-strategici che si sono succeduti.

In conclusione il volume di Scarabelli permette al lettore di affrontare un tema sicuramente delicato in modo approfondito e completo offrendo al contempo uno sguardo approfondito su una delle nostre unità di punta spesso in prima linea senza che noi lo sappiamo.

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